Ultima modifica: 7 novembre 2018
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Indicazioni operative circa il periodo di prova dei docenti neoimmessi in ruolo (no FIT)

Ai docenti in anno di formazione e ai loro tutor. DM 850 del 27 ottobre 2015

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Bosisio Parini, 7 novembre 2018

Ai docenti neo immessi in ruolo

Ai loro tutor

Oggetto: Indicazioni operative circa il periodo di prova dei docenti neoimmessi in ruolo (no FIT)

A) PREMESSA

I docenti immessi in ruolo sono nominati in prova ed ammessi ad un anno di formazione. Per la validità dell’anno di prova è richiesto un servizio minimo di 180 giorni di effettivo servizio di cui 120 di attività didattiche.

Nei centottanta giorni sono comprese tutte le attività connesse al servizio scolastico, ovvero:

  • periodi di sospensione delle lezioni e delle attività didattiche, anche per motivi di pubblico interesse, purché intermedi al servizio;
  • esami e scrutini;
  • ogni impegno di servizio;
  • il primo mese del periodo di astensione obbligatoria dal servizio per gravidanza;
  • i giorni di frequenza a corsi di formazione organizzati dall’Amministrazione.

Nei centoventi giorni di attività didattiche rientrano sia quelli effettivi di insegnamento sia quelli impiegati per ogni altra attività preordinata al migliore svolgimento dell’azione didattica, ossia devono essere computati i giorni di svolgimento di attività:

  • di lezione;
  • di recupero;
  • di potenziamento;
  • valutative;
  • progettuali;
  • formative;
  • collegiali.

Si ricorda che non sono computabili ai fini dell’anno di prova:

  • giorni di ferie e recupero festività;
  • assenze per malattia;
  • congedi parentali;
  • permessi retribuiti;
  • aspettative.

L’insegnante in formazione deve dimostrare, alla fine dell’anno scolastico, di aver acquisito competenze metodologico-didattiche ed organizzative, conoscenze socio-psico-pedagogiche, abilità di relazione e comunicazione, conoscenze giuridiche essenziali di legislazione scolastica. Pertanto, l’anno di formazione diventa:

  1. un’esperienza didattica e culturale da “confrontare”, innanzitutto, col docente tutor, soprattutto con riguardo alle competenze relazionali che rendono il lavoro collegiale efficace e produttivo e che assicurano un’equilibrata gestione dei rapporti personali; un’esperienza didattico/relazionale in classe, che non è tra pari, che è guidata dai principi deontologici e che richiede un’attenta e matura capacità di tenuta, solida ed insieme tollerante, nella consapevolezza che non si acquisisce, questa capacità, una volta per tutte;
  2. un’opportunità per selezionare fonti, dove attingere oggetti culturali per l’autoformazione continua, ma anche per approfondire e rielaborare i contenuti delle Indicazioni Nazionali, da tradurre in attività educative;
  3. un’occasione per avviare un circolo virtuoso tra competenze personali ed esperienze didattiche, secondo la modalità della ricerca-azione, facendosi carico dei processi attivati e dei risultati raggiunti, secondo una progettualità che comprenda l’aspetto organizzativo del curricolo previsto per le proprie classi; un’occasione per provare a se stessi, di saper generare apprendimenti tramite strategie e strumenti adeguati, diversi e mirati alle varie situazioni di insegnamento/apprendimento; un’occasione per passare dal “sapere” al “saper insegnare”, misurandosi con i bisogni formativi degli alunni, concretamente rilevati;
  4. un percorso nel quale percepirsi come componente di un’organizzazione che apprende e nella quale si apprende ad organizzare ed assicurare il proprio contributo al sistema/Istituto di appartenenza, dato che nella scuola non si pratica alcuna attività “isolatamente” dalle altre, ma le diverse azioni, anche comportamentali, si intersecano in un modello a rete, senza una sequenza lineare, predefinita;
  5. un’occasione per potenziare le proprie competenze digitali.

 

B) ANNO DI FORMAZIONE

Il nuovo regolamento relativo all’anno di prova (DM n. 850/2015) prevede un impegno di almeno 50 ore che l’USR-Lombardia organizzerà nelle seguenti fasi (nota dell’USR-Lombardia prot. n.  MIUR AOODRLO R.U. 21150 del 28/09/2017):

  1. incontro propedeutico a cura degli USR e UST, durata 3 h;
  2. attività laboratoriali in  presenza  per  una  durata  complessiva  di  12  h,  progettate  sui  bisogni formativi segnalati dai docenti neo-assunti nelle apposite rilevazioni che verranno condotte dopo la predisposizione del bilancio di competenze nei diversi contesti territoriali e per le diverse tipologie di insegnamento. Per l’anno scolastico 2017/2018 si ritiene opportuno che uno dei laboratori formativi (sui quattro previsti per i neoassunti) debba essere dedicato ai temi dell’Educazione allo sviluppo sostenibile e alla Cittadinanza Globale;
  3. visite in scuole innovative: per l’anno scolastico 2017/2018 è prevista la possibilità di visitare scuole che si caratterizzano per una consolidata propensione all’innovazione organizzativa e didattica. Tali visite saranno organizzate dall’USR Lombardia per un massimo di 280 docenti neoassunti (su base volontaria e senza alcun onere per l’Amministrazione). Questa attività avrà la durata massima di due giornate, per 6 ore nell’arco della giornata e sarà considerata sostitutiva del monte ore dedicato ai laboratori formativi;
  4. attività tra pari, docente neo assunto e tutor, per la durata di 12 h, che devono comprendere la progettazione, il confronto e la rielaborazione dell’esperienza comprese sperimentazione e validazione di risorse didattiche e/o di attività progettuali per disegnare un quadro complessivo dei diversi aspetti della professionalità docente;
  5. rielaborazione professionale per una durata di 20 ore, supportata anche dalla ricerca on line di materiali, risorse didattiche, siti dedicati, e sviluppata con gli strumenti proposti dall’ambiente on line di INDIRE, bilancio di competenze, portfolio professionale, patto per lo sviluppo formativo;
  6. incontro di restituzione finale a cura degli USR e UST, durata 3 h.

Ai fini della personalizzazione delle attività di formazione, il docente neoassunto traccerà un primo bilancio di competenze, con la collaborazione del docente tutor. Il bilancio di competenze consente di compiere un’analisi critica delle competenze possedute, di delineare i punti da potenziare e di elaborare un progetto di formazione in servizio coerente con la diagnosi compiuta.

Il dirigente scolastico e il docente neoassunto, sulla base del bilancio delle competenze, sentito il docente tutor e tenuto conto dei bisogni della scuola, stabiliranno, con un apposito patto per lo sviluppo professionale, gli obiettivi di sviluppo delle competenze di natura culturale, disciplinare, didattico-metodologica e relazionale, da raggiungere attraverso le attività formative.

Al termine del periodo di formazione e prova, il docente neoassunto, con la supervisione del docente tutor, traccerà un nuovo bilancio di competenze per registrare i progressi di professionalità, l’impatto delle azioni formative realizzate, gli sviluppi ulteriori da ipotizzare.

La stesura del bilancio di competenze dovrà essere fatta sulla piattaforma INDIRE la cui apertura non è ancora stata comunicata.

Nel corso del periodo di formazione il docente neoassunto curerà la predisposizione di un proprio portfolio professionale, in formato digitale, che dovrà contenere:

  1. uno spazio per la descrizione del proprio curriculum professionale;
  2. l’elaborazione di un bilancio di competenze, all’inizio del percorso formativo;
  3. la documentazione di fasi significative della progettazione didattica, delle attività
    didattiche svolte, delle azioni di verifica intraprese;

la realizzazione di un bilancio conclusivo e la previsione di un piano di sviluppo professionale.

Ai fini della conferma dell’assunzione a tempo indeterminato, i docenti, al termine delle attività didattiche annuali ed entro la fine dell’anno scolastico, sosterranno un colloquio davanti al Comitato di Valutazione (solo la componente docenti); il colloquio prenderà avvio dalla presentazione delle attività di insegnamento e formazione e della relativa documentazione contenuta nel portfolio professionale.

Sulla base di questa relazione, dell’istruttoria presentata dal tutor e degli altri elementi di valutazione forniti dal Dirigente Scolastico (corretto possesso ed esercizio delle competenze culturali, disciplinari, didattiche e metodologiche, con riferimento ai nuclei fondanti dei saperi e ai traguardi di competenza e agli obiettivi di apprendimento previsti dagli ordinamenti vigenti; corretto  possesso  ed  esercizio  delle  competenze  relazionali,  organizzative  e gestionali; osservanza dei doveri connessi con lo status di dipendente pubblico e inerenti la funzione docente; partecipazione alle attività formative e raggiungimento degli obiettivi dalle stesse previsti), il Comitato di Valutazione esprimerà il parere per la conferma, o non conferma, in ruolo.

Il Dirigente Scolastico, dopo aver raccolto tutti gli elementi di giudizio, compreso il parere del Comitato, redigerà una relazione in base alla quale potrà emettere il decreto di conferma in ruolo.

Durante il periodo di prova, è prevista anche almeno una visita in classe del Dirigente.

C) TUTOR

Il docente in prova è assistito da un docente esperto o tutor.

Il docente tutor accoglie il neoassunto nella comunità professionale, favorisce la sua partecipazione ai diversi momenti della vita collegiale della scuola ed esercita ogni utile forma di ascolto, consulenza e collaborazione per migliorare la qualità e l’efficacia dell’insegnamento. La funzione di tutor si esplica altresì nella predisposizione di momenti di reciproca osservazione in classe. La collaborazione può esplicarsi anche nell’elaborazione, sperimentazione, validazione di risorse didattiche e unità di apprendimento.

Il tutor deve pertanto attivarsi al fine del perseguimento dei seguenti obiettivi: a) accogliere, accompagnare, sostenere e guidare il collega neoassunto ad assumere il proprio ruolo all’interno della Scuola, quindi ad essere consapevole dei doveri e dei diritti dell’insegnante e delle problematiche organizzative, didattiche e disciplinari; b) costruire le condizioni perché le azioni formative siano il più possibile efficaci, favorendo la forma della ricerca-azione, l’approfondimento ed il collegamento all’esperienza didattica dell’Istituto; c) favorire la cultura della cooperazione, della progettualità e della collegialità come risorse; d) sostenere il neoassunto nella progettazione educativa e didattica, nella predisposizione di strumenti di verifica, di valutazione e di autovalutazione; e) facilitare i rapporti interni ed esterni all’Istituto e favorire l’accesso all’informazione, anche mediante le tecnologie multimediali.

Al termine dell’anno di prova, il tutor presenterà al Comitato di Valutazione un’istruttoria sulle attività svolte e sul docente a lui affidato.

In attesa dell’apertura della piattaforma INDIRE, i docenti in anno di prova possono già lavorare sul bilancio delle competenze. A tal fine si allega il bilancio delle competenze dello scorso anno a titolo esemplificativo.

D) ALLEGATI

Si allegano:

  • DM n. 850 del 27/10/2015: “Obiettivi, modalità di valutazione del grado di raggiungimento degli stessi, attività formative e criteri per la valutazione del personale docente ed educativo in periodo di formazione e di prova, al sensi dell’articolo 1, comma 118, della legge 13 luglio 2015, n. 107”.
  • Indicazioni per la compilazione del Bilancio iniziale delle competenze degli anni precedenti
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Il dirigente scolastico
Orsola Moro
Firma autografa sostituita a mezzo stampa ai sensi dell’art. 3 comma 2 del D.lgs n. 39/93

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